La chirurgia ortognatica, o chirurgia dei mascellari, è quella branca della Chirurgia Maxillo-Facciale che si occupa della correzione delle alterazioni di posizione o forma delle ossa facciali (mascellare e mandibola) in relazione al raggiungimento di un riallineamento delle arcate dentarie. Ortognatico significa “mascelle dritte” e quindi la chirurgia ortognatica muove le mascelle e insieme i denti collocandoli nella giusta posizione. E’ un tipo di chirurgia che viene effettuata su soggetti adulti a fine crescita. Esistono tuttavia casi in cui può essere effettuata a partire dai 16 anni (chirurgia precoce).

Le persone che possono beneficiare della chirurgia ortognatica sono quelle che hanno una masticazione scorretta o quelle con le arcate dentarie malposizionate (malocclusioni) per squilibri della crescita delle mascelle (mascellare superiore o maxilla e mascellare inferiore o mandibola). Queste anomalie possono creare una serie di problemi sulla funzione masticatoria, la respirazione, la fonazione, la salute a lungo termine della bocca e penalizzare seriamente l’aspetto estetico.

Le condizioni di più frequente riscontro sono:

  • uno sviluppo anomalo eccessivo della mandibola. Questo può tradursi in un mento molto evidente con alterazione dell’occlusione dentale che possono avere diversi gradi di gravità fino a configurare il quadro di morso inverso (malocclusione di terza classe)
  • uno sviluppo anomalo per difetto della mandibola (ipoplasia mandibolare). In questi casi il mento può risultare poco evidente o sfuggente e può configurarsi una occlusione con ampio spazio tra gli incisivi superiori ed inferiori (malocclusione di seconda classe)
  • asimmetrie del viso per eccesso di sviluppo (iperplasia condilare) o difetto di sviluppo (malformazioni congeniti o esiti di traumi) che si manifestano con deviazione della mandibola, del mento e talvolta anche del mascellare superiore.

Nei casi in cui l’armonia del viso sia alterata per un problema scheletrico la crescita incoordinata di mascellare a mandibola possono determinare dei quadri di alterazione dell’occlusione dentale. Queste alterazioni possono essere trattate con un trattamento coordinato chirurgico-ortodontico. Il trattamento ortognatico quindi è in grado di ristabilire il corretto rapporto tra scheletro, denti e estetica facciale. La collaborazione con l’ortodontista è indispensabile per questi casi ed un ciclo terapeutico corretto non dovrebbe durare più di 12 mesi nella maggior parte dei casi.

L’intervento chirurgico prevede accessi dalla mucosa della bocca sia per il mascellare che per la mandibola risultando quindi completamente invisibili nel periodo post operatorio con una minimizzazione del dolore. Ad oggi si adottano solo metodiche di fissazione con mezzi di sintesi in titanio che garantiscono una guarigione pressoché immediata. La chirurgia ortognatica è una procedura volta a ripristinare la euritmia del volto e di tutti le componenti che ne determinano una corretta funzioni: articolazioni temporo-mandibolari, basi scheletriche, denti e tessuti molli facciali.