piero cascone_disturbi del sonno

I disturbi del sonno sono caratterizzati da :

  • roncopatia
  • apnea notturna

In entrambi i disturbi si puo’ riscontrare la Sindrome delle apnee ostruttive del sonno ( OSAS). La sindrome delle apnee notturne del sonno e’ un disturbo respiratorio caratterizzato da una prolungata ostruzione parziale che altera la ventilazione durante il sonno e la struttura stessa del sonno. Quando si parla di apnea, si intende la completa cessazione del flusso aereo maggiore di 10 secondi. Affinche’ le apnee notturne si interrompano, l’organismo effettua dei microrisvegli  che consentano la ripresa della respirazione. Questi microrisvegli non avvengono  sempre a livello cosciente, rendendo il sonno poco riposante e causando sonnolenza diurna.  Solitamente le apnee sono intervallate da rumori di russamento. La sindrome delle apnee del sonno possono colpire entrambi i sessi, con una prevalenza per il genere maschile, ma soprattutto possono interessare ogni fascia di eta’. I soggetti maggiormente a rischio sono quelli che presentano i seguenti difetti strutturali a carico delle vie aeree:

  • ostruzione nasale, deviazione del setto, poliposi nasale, ipertrofia dei turbinati
  • ostruzione del rinofaringe
  • Ipertrofia della base della lingua
  • ipertrofia dell’ugola.
  • ipertrofia tonsillare
  • microgenia
  • bassa posizione dell’osso ioide
  • cavo rinofaringeo con ridotto diametro antero-posteriore
  • orofaringe con ridotto diametro antero-posteriore

Le suddette circostanze anatomiche possono essere aggravate da un quadro di obesita’, dall’ipertensione arteriosa e da aritmie cardiache. Durante il sonno esiste una fisiologica ipotonia muscolare che associata alla posizione supina determinano una riudzione della pervieta’ a livello della base della lingua e delle pareti del faringe, aumentando quindi la resistenza delle vie aeree superiori al flussoo di aria. Il primo effetto di questo e’ il russamento, il respiro rumoroso abituale nel sonno dovuto alla vibrazione dei tessuto molli nell’orofaringe . Il collasso completo e intermittente delle vie aeree superiori determina l’insorgenza delle apnee ostruttive notturne.

FASI

La sindrome delle apnee ostruttive del sonno influenzano in maniera severa l’individuo affetto, causando disturbi dell’umore e mettendo in pericolo la vita. Essa infatti si associa a

  • sonnolenza diurna e narcolessia ( fino al 15% di incidenti automobilistici mortali sono conseguenti a questa sindrome)
  • disturbi comportamentali e cognitivi
  • cefalea mattutina
  • enuresi diurna e notturna
  • impotenza
  • ipertensione arteriosa
  • aritmie cardiache
  • ridotta ossigenazione di  tutti gli organi: i soggetti affetti da questa sindrome hanno un rischio aumentato di sviluppare ictus cerebri e  cardiopatie, per il ridotto afflusso di ossigeno.

La diagnosi si basa sulla raccolta dei dati anamnestici, su una visita clinica. La diagnosi di certezza e’ data dalla polisonnografia. Questo esame viene svolto durante la notte e consiste nella registrazione continua e simultanea dei parametri cardiaci, respiratori, dell’attivita’ cerebrale e del livello di ossigenazione del sangue.

TERAPIA COMPORTAMENTALE: I soggetti in sovrappeso dovranno intraprendere un nuovo regime alimentare che abbia come obiettivo il calo ponderale. Cambiamento degli atteggiamenti posturali assunti che possono favorire l’insorgenza del disturbo respiratorio.

TERAPIA CON VENTILAZIONE NOTTURNA (CPAP): Consigliata nei soggetti con un quadro di OSAS grave: si applica il ventilatore sul viso del paziente durante la notte e l’aria a pressione positiva fornita impedisce il collasso delle vie aeree.

TERAPIA CHIRUGICA: Si basa sulla correzione di eventuali difetti anatomici delle vie aeree superiori e del distretto maxillo facciale.

TERAPIA ORTODONTICA: Apparecchi dentali di riposizionamento mascellare e di protrusione linguale, possono essere di ausilio nei casi di sindrome di apnee del sonno di entita’ modesta.

RONCOPATIA CRONICA

La roncopatia cronica o russamento notturno patologico e’ un sintomo che si prensenta con russamento discontinuo e difficolta’ respiratorie. La compresenza di questi due sintomi determina la comparsa di un corredo sintomatologico legato ad un sonno non riposante e alla deficitaria ossigenazione di alcuni organi. I soggetti che presentano questi sintomi lamentano sonnolenza, risveglio difficile, cefalea. Questo sintomo rappresenta un campanello di allarme per l’insorgenza di:

  • ipertensione arteriosa;
  • aritmie cardiache
  • ictus cerebri
  • crisi di apnee con conseguenti microrisvegli  e bassa qualita’ del sonno
  • impotenza sessuale
  • broncopneumopatia cronica ostruttiva

Si basa sul racconto anamnestico del paziente, sulla valutazione clinica. Si puo’ associare una valutazione polisonnografica per verificare la presenza o meno di apnee.

La terapia ha come obiettivo di migliorare la ventilazione nasale. Questo goal e’ raggiunto attraverso la correzione del difetto anatomico che favorisce l’insorgenza della roncopatia: allungamento del palato molle. Nei pazienti in eta’ pediatrica si ricorre all’ intervento chirurgico di adenoidectomia e tonsillectomia. In eta’ adulta il trattamento chirurgico prevede : correzione delle deformita’ del setto nasale, la decongestione dei turbinati ( qualora fossero ipertrofici) e infine la palatoplastica del palato molle. Quest’ultimo, associato o meno alla tonsillectomia, puo’ essere eseguito o con lama di bisturi, incisioni con laser al CO2, radiofrequenze.